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venerdì 31 maggio 2013

FOBIA SOCIALE: ESORDIO, SINTOMI E CURA


La  fobia (o ansia) sociale è un’eccessiva ansia nei confronti di tutte quelle situazioni in cui si è esposti pubblicamente. Chi soffre di ansia sociale ha il timore che tutto ciò che fa o dice possa essere sbagliato ed essere giudicato dalle persone che lo osservano.
Tale disturbo causa un impoverimento della vita dell’individuo, il quale spesso vive una vita ritirata, con poche amicizie e occasioni di svago; può compromettere la carriera scolastica e lavorativa con conseguente danno per l’immagine e l’autostima.

ESORDIO E DIFFUSIONE NELLA POPOLAZIONE
La fobia sociale è un disturbo diffusissimo che esordisce principalmente nell’adolescenza e talvolta emerge da una storia infantile di inibizione. L’esordio può seguire in modo brusco un’esperienza stressante, oppure può essere insidioso. 
Le donne hanno maggiori probabilità di soffrirne rispetto agli uomini, anche se questi ultimi tendono a sviluppare forme più gravi della malattia.
La fobia sociale, una volta instaurata, non si risolve quasi mai spontaneamente, ma tende a mantenersi in modo cronico se non trattata, peggiorando via via nel corso della vita e dando luogo spesso ad altri disturbi come la depressione. 
Nelle situazioni sociali o prestazionali temute, la persona che soffre di fobia sociale è preoccupata di provare imbarazzo ed ha paura che gli altri possano giudicarla ansiosa o stupida. Le situazioni più temute da chi soffre di fobia sociale sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone, come ad esempio esporre una relazione o anche solo firmare, telefonare, andare alle feste, guardare negli occhi la gente, fare o accettare complimenti, parlare con persone di autorità, esprimere le proprie opinioni mangiare o bere davanti ad altre persone … .
Di solito, soprattutto se il disagio sociale che si è vissuto è forte, la persona evita le situazioni temute per la paura di comportarsi in modo “sbagliato” e poter essere mal giudicato, oppure si sforza di sopportare la situazione sociale, vivendola però con ansia. Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali.
L’individuo riconosce l’irragionevolezza della paura, tuttavia non riesce a controllarla e dunque tende spesso ad auto-accusarsi e rimproverarsi per non riuscire a fare cose che tutti fanno.
Un'altra caratteristica tipica di questo disturbo è una marcata ansia che precede le situazioni temute chiamata ansia anticipatoria. Già prima di affrontare una situazione sociale la persona con fobia sociale comincia ad esperire ansia per tale evento, perché preoccupata o convinta di non essere all’altezza, di imbarazzarsi, di non sapere come comportarsi. Ciò la porta a pensare che sarà giudicata come stupida, incapace o ridicola.
L’ansia non si manifesta solo prima, ma anche durante e dopo la situazione sociale temuta.
Dunque anche durante la situazione sociale temuta l’ansia si manifesta con tutta una serie di sintomi che spesso hanno l’esito di confermare le aspettative di fallimento temute dal fobico sociale.
L’ansia posticipata, invece, riguarda la valutazione, quasi sempre negativa, che la persona fa di sè al termine della prestazione, a causa della focalizzazione dell’attenzione solo sugli aspetti negativi della prestazione (ho fatto una pessima figura, ho sudato troppo, non sono riuscito a fare un discorso sensato etc.).

SINTOMI DELLA FOBIA SOCIALE  

I sintomi della fobia sociale possono essere sia di natura emotiva che di natura fisica.

Sul versante emotivo si riscontrano:
-Difficoltà a parlare in pubblico o con estranei.
-Difficoltà ad interagire con persone estranee.
-Difficoltà ad essere assertivi.
-Difficoltà a guardare negli occhi gli interlocutori.
-Ipersensibilità alla critica, alla valutazione negativa.
-Vergogna di vergognarsi.
-Timore che gli altri si accorgano della propria paura.
-Impossibilità di controllare il terrore e l'ansia provata in contesti sociali.
-Bassa autostima.
-Evitamento delle situazioni che causano disagio.
-Ansia anticipatoria.
-Ansia durante la situazione sociale temuta.
-Ansia posticipata.
-Interferenza dell’ansia provata con le attività quotidiane.
-Paura delle valutazioni indirette degli altri.
-Scarse capacità sociali.

Tra i sintomi fisici della fobia sociale si riscontrano:
-Rossore sul viso.
-Marcata sudorazione.
-Sensazione di "testa vuota".
-Tremori e movimenti involontari.
-Accelerazione del battito cardiaco.
-Secchezza delle fauci.
-Vampate di calore.
-Tensione muscolare.
-Difficoltà respiratorie.
-Mal di stomaco, nausea.
-Mal di testa.
-Crampi intestinali e diarrea.
-Alterazione del tono di voce.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE
Gli individui con attacchi di panico ed evitamento sociale talvolta presentano un problema diagnostico potenzialmente difficile. 
Non si fa’ diagnosi di fobia sociale quando l’unico timore sociale è rappresentato dall’essere visti durante un attacco di panico. Il prototipo della fobia sociale è caratterizzato dall’evitamento di situazioni sociali in assenza di attacchi di panico inaspettati ricorrenti.
L’evitamento di situazioni per il timore di possibili umiliazioni è in primo piano nella fobia sociale, ma può talvolta manifestarsi nel disturbo di panico con agorafobia e nell’agorafobia senza anamnesi di disturbo di panico. Le situazioni evitate nella fobia sociale sono limitate a quelle che implicano l’eventuale giudizio di altre persone.

CURA DELLA FOBIA SOCIALE       
La fobia sociale è un disturbo che, se non adeguatamente trattato, può interferire seriamente con le relazioni interpersonali, le prestazioni scolastiche e lavorative, determinando un significativo peggioramento della qualità di vita.
Quando i sintomi della fobia sociale si ripresentano costantemente, con un'intensità tale da creare un significativo disagio, è essenziale rivolgersi ad uno psicologo psicoterapeuta ed intraprendere un trattamento specifico che consenta di modificare i pensieri disfunzionali, ed offrire alle persone che soffrono di tale disturbo maggiori capacità ed abilità nell’affrontare le situazioni temute ed una maggiore serenità nel rapporto con sé stessi.
                                                  Dott.ssa Rita Manzo




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