giovedì 22 marzo 2012

I DISTURBI DELL'ADATTAMENTO



I disturbi dell'adattamento compaiono in seguito a uno o più eventi stressanti in grado di influenzare la sfera psichica e quella sociale . I sintomi si sviluppano entro tre mesi dall’esordio del fattore o dei fattori stressanti e solitamente sono transitori avendo una durata non superiore ai sei mesi. Se i sintomi perdurano per più di sei mesi si parla di disturbo dell'adattamento cronico.
Il fattore stressante può essere costituito da un singolo evento (ad es. la fine di una relazione sentimentale), o possono esservi fattori stressanti multipli (ad es. notevoli difficoltà negli affari e problemi coniugali) e può interessare un singolo individuo, un’intera famiglia, oppure un gruppo più ampio o la comunità (per es. in un disastro naturale). Alcuni fattori stressanti possono essere associati ad eventi specifici dello sviluppo (per es. andare a scuola, lasciare la casa dei genitori, sposarsi, diventare genitore, mancare obiettivi professionali, andare in pensione). Ogni evento ha una certa potenzialità di indurre una condizione di stress, e nella civiltà occidentale ciò avviene più frequentemente nei casi di: separazioni affettive e divorzi, morte di una persona cara, problemi di origine lavorativa e malattie. Quando il problema insorge in seguito ad una malattia o al relativo trattamento (che può essere lungo, stressante e invalidante) della stessa, la persona malata mostra segni di disadattamento nei confronti della patologia e il suo funzionamento psicofisico risulta alterato. L'evento o gli eventi traumatici devono essere chiaramente identificabili. A volte accade che situazioni oggettivamente traumatiche non producano segni di sofferenza nelle persone, mentre altre apparentemente modeste sì; l'interazione persona-evento è strettamente soggettiva. L'intensa sofferenza provocata dal disturbo causa una compromissione delle funzionalità della persona a livello relazionale, lavorativo e sociale.
Può manifestarsi a qualsiasi età e i suoi sintomi variano considerevolmente; negli adulti sono più comuni gli aspetti depressivi, ansiosi o misti.
Il quadro clinico del disturbo dell’adattamento può variare notevolmente. Il DSM-IV elenca diversi tipi di disturbo dell’adattamento:
Il disturbo dell’adattamento con umore depresso si verifica nel caso in cui la persona manifesti umore depresso, facilità al pianto e sentimenti di perdita della speranza. Quello con ansia è caratterizzato da manifestazioni di irritabilità, preoccupazione, irrequietezza e, nei bambini, dalla paura di essere separati dalle figure alle quali sono attaccati (ansia da separazione). Possono tuttavia manifestarsi sintomi sia depressivi che di ansia; in questo caso si parla di disturbo dell’adattamento misto. Il disturbo di adattamento può anche essere accompagnato da un’alterazione della condotta (disturbo della condotta): in questo caso la persona manifesta violazioni dei diritti degli altri, delle norme e delle leggi della società, inadempienza verso le responsabilità.

E’ importante, quando possibile, intervenire per cambiare quelle condizioni esterne che possono essere modificate perché non generino più intenso disagio nel soggetto. Dal momento che non tutte le cause sono rimuovibili, e che molti cambiamenti sono definitivi, è opportuno che chi reagisce ad uno o più eventi di vita sviluppando un Disturbo dell’Adattamento si avvalga di un sostegno psicologico con l’obiettivo di ripristinare le condizioni di tranquillità ed equilibrio preesistenti rispetto all’evento pur in presenza del cambiamento e dei suoi effetti concreti.
Quando i Disturbi dell’Adattamento superano la durata di 6 mesi e sono quindi considerati cronici, infatti, aumenta il rischio di sviluppare anche un Disturbo dell’Umore, un Disturbo d’Ansia o un Disturbo da Uso di Sostanze che possono essere prevenuti se la persona trova l’aiuto che le serve per adattarsi serenamente alla nuova situazione.
                                                                    Dott.ssa Rita Manzo


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