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venerdì 4 settembre 2015

TRICOTILLOMANIA: AIUTO, MI STRAPPO I CAPELLI!


La tricotillomania viene inclusa nel Manuale dei Disturbi Mentali tra i disturbi del controllo degli impulsi, ed è caratterizzata dal ricorrente impulso a strapparsi peli o capelli per piacere, gratificazione o alleviamento della tensione, in alcuni casi fino alla loro ingestione (tricofagia).
Come si manifesta?
La persona con tricotillomania avverte un estremo bisogno di strapparsi i capelli in risposta ad uno stato di tensione emotiva e, immediatamente dopo lo strappo, è pervasa da una sensazione di piacere, soddisfazione e sollievo. Dopo un po’ di tempo, però, prova un forte senso di disagio e di colpa per il fatto  che l’incapacità di fermare la pratica di estirpazione frequente di capelli e peli causa alopecia (perdita di capelli) e ciò rappresenta un serio disagio relazionale, sociale e lavorativo.
E’ importante non confondere la tricotillomania con il vizio di toccarsi spesso i capelli o di giocherellarci.
In genere, i soggetti affetti da tricotillomania hanno delle aree di estirpazione preferite, come la testa, tuttavia l'atto patologico può essere orientato ad estirpare anche sopracciglia, ciglia, barba ed altri peli del corpo, compresi quelli che ricoprono addome, gambe, braccia, ascelle o zona pubica.

I criteri diagnostici per la tricotillomania secondo il DSM-IV-TR (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision) sono i seguenti:
A.  Ricorrente strappamento dei propri capelli che causa una notevole perdita di capelli.
B.  Un senso crescente di tensione immediatamente prima di strapparsi i capelli o quando si tenta di resistere al comportamento.
C.  Piacere, gratificazione, o sollievo durante lo strappamento dei capelli.
D. L’anomalia non è meglio attribuibile ad un altro disturbo mentale e non è dovuta ad una condizione medica generale (per esempio, una condizione dermatologica).
E. L’anomalia causa disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento.

La tricotillomania, se protratta nel tempo, può causare danni irreversibili, tali da rendere i bulbi piliferi atrofici. La funzionalità del follicolo, in alcuni casi, non può essere ripristinata. Tirare costantemente i capelli, inoltre, può causare escoriazioni, dermatiti o altri danni alla cute, comprese le infezioni, localizzate al cuoio capelluto o alla specifica area interessata dal disturbo.
Sulla  cute del tricotillomane sono visibili delle chiazze dove mancano peli o capelli, in modo analogo a quanto accade con alcune forme di alopecia areata.
L’alopecia da tricotillomania può essere indefinita o nettamente demarcata, con peli assenti, fusti spezzati e peli che ricrescono di diverse lunghezze. Il risultato sarà un aspetto irregolare e non uniforme della chioma. I capelli vengono strappati, più frequentemente, nelle aree  frontoparietali, caratteristicamente dalla periferia verso il centro. Se si passa la mano sopra le lesioni, si avverte una sensazione simile a quella che si ha passandola sopra la barba.
Alcune persone che hanno la tricotillomania sono pienamente consapevoli del fatto che si stanno estirpando i capelli e possono anche elaborare particolari rituali, scegliendo luogo e momento adatti per procedere in solitudine. Talvolta si soffermano ad esaminare i capelli estirpati, osservandone la forma, la dimensione del bulbo ecc. oppure li dispongono in ordine su una superficie sulla base di criteri soggettivi. Spesso, dopo aver messo in atto il comportamento patologico, il tricotillomane è solito giocare con i capelli estirpati (ad esempio arricciandoli attorno alle dita) oppure morderli e metterli in bocca, oppure sfregare i capelli strappati sul viso o sulle labbra.
Altre persone strappano i propri capelli inconsciamente, mentre sono impegnate in altre attività. In questo caso i capelli vengono tirati maggiormente quando il soggetto è sotto stress o quando ha dei problemi emotivi.
Il disturbo può subire delle evoluzioni e dei cambiamenti, la zona di strappamento dei capelli o dei peli può variare nel tempo, per esempio i soggetti possono iniziare a strapparsi i capelli ma poi passare alle sopracciglia, alle ciglia e viceversa; inoltre il fenomeno può essere transitorio, episodico o continuo e la sua intensità può variare.
Generalmente la tricotillomania va di pari passo con altri disturbi, quelli più comuni sono ansia e depressione. Abbiamo detto che molte persone colpite da tricotillomania possono provare una sensazione di vergogna, umiliazione e imbarazzo a causa della loro condizione, e dall’aspetto estetico che ne risulta; tutto ciò ha come conseguenza più immediata la chiusura nei rapporti sociali e un calo dell’autostima e del funzionamento sociale. L'imbarazzo causato dalla perdita di capelli può indurre il tricotillomane a nascondere il problema, mascherando le zone glabre indossando ciglia finte, parrucche, cappelli, foulard o realizzando con i capelli rimasti un'acconciatura per mascherare le zone glabre. Anche le situazioni di intimità vengono evitate per paura di essere scoperti. Tutto ciò comporta una serie di sofferenze che conducono il soggetto a soffrire di depressione e ansia. La ripetitività, la ritualità e la natura compulsiva dell’atto di strapparsi i capelli inoltre, porta a considerare la tricotillomania come una variante del Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC); tuttavia la fenomenologia clinica e il trattamento della tricotillomania sono diversi da quelli del DOC.

CAUSE ED ESORDIO
La causa della tricotillomania non è stata ancora definita chiaramente, ma è da individuare in una combinazione di fattori genetici, ormonali, ambientali e psicologici. Per molti pazienti stapparsi i capelli rappresenta un modo per affrontare le emozioni negative o le situazioni di disagio come stress, frustrazione, ansia, tensione, solitudine, assicurandosi, con tale comportamento patologico, sollievo e soddisfazione.
La tricotillomania interessa circa il 4% della popolazione e sembra essere più frequente tra le donne rispetto agli uomini. Tra i bambini, invece, il disturbo colpisce più i maschietti delle femminucce.
Sebbene il fenomeno possa aver inizio a qualsiasi età, la maggior parte delle persone comincia a strapparsi i capelli durante la prima infanzia, dopo i due anni di età (prima dei due anni non è possibile in quanto è ancora precaria la coordinazione motoria e ciò non consente di arrivare fino allo ‘strappo’ vero e proprio) e/o durante l’adolescenza, soprattutto nel periodo che coincide con la pubertà.

TRATTAMENTO
La tricotillomania può avere un grande impatto sulla vita del paziente. Se nei bambini al di sotto dei sei anni di età il disturbo tende ad essere lieve e a scomparire spontaneamente anche senza trattamento, negli adulti il trattamento è necessario e talvolta difficile da trattare  dato che l'insorgenza di tricotillomania può essere secondaria ad altri disturbi psichiatrici. E’ importante diagnosticare precocemente il disturbo in modo che esso non diventi troppo invadente nella vita del soggetto e che possa essere trattato con la psicoterapia. Se il disturbo si radica profondamente nella vita del soggetto senza che esso riceva un aiuto terapeutico può diventare molto invalidante, soprattutto nelle relazioni sociali per i motivi sopra citati.
Attraverso una psicoterapia è in genere possibile curare questo disturbo, innanzitutto mettendo il soggetto di fronte al problema che spesso viene da lui minimizzato o negato e aiutarlo a riconoscere i pensieri, i sentimenti e i fattori scatenanti associati all'atto di tirarsi i capelli. L'obiettivo della terapia è di sostituire le azioni patologiche messe in atto dal soggetto con reazioni alternative e positive. 
    Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Calvi Risorta (CE), Santa Maria Capua Vetere (CE), Napoli (NA)
Cell. 3333072104


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