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venerdì 29 giugno 2012

INVECCHIAMENTO E DEPRESSIONE

La terza età è spesso raffigurata come un tempo di riposo, di riflessione e opportunità di fare cose che erano state messe da parte in passato perché si era troppo impegnati a fare altro.
Purtroppo però, il processo di invecchiamento non è sempre così idilliaco.  Alcuni aspetti della vita che avvengono in questo periodo come  il declino fisico, il dover fare i conti con malattie croniche e debilitanti, la perdita di amici o di persone care e l'impossibilità di prendere parte ad  attività una volta care  può incidere fortemente sul benessere emotivo della persona che invecchia.
Un anziano può anche percepire una perdita di controllo sulla propria vita a causa della mancanza di vista, perdita dell'udito, e altri cambiamenti fisici, come pure le pressioni esterne, ad esempio risorse finanziarie limitate. Queste ed altre questioni spesso danno luogo ad emozioni negative come la tristezza, ansia, solitudine e bassa autostima, che possono a loro volta portare al ritiro sociale e all'apatia.

Depressione
Un’altra possibile conseguenza, più grave, della terza età è la depressione cronica, o una depressione che è ricorrente e persistente.  
La depressione cronica può avere delle conseguenze sia fisiche che mentali che possono complicare le condizioni di salute dell’anziano e generare nuove preoccupazioni.
Ci sono prove che alcuni cambiamenti naturali del corpo associati all'invecchiamento possono aumentare il rischio di depressione in un anziano. Recenti studi suggeriscono che basse concentrazioni di folato nel sangue e nel sistema nervoso possono contribuire alla depressione, insufficienza mentale e demenza. I ricercatori suppongono anche che ci possa essere un legame tra l'insorgenza nella tarda età della depressione e il morbo di Alzheimer. Indipendentemente dalle sue cause, la depressione può avere preoccupanti effetti fisici sulle persone anziane.  Programmi di trattamento per pazienti anziani depressi affetti da malattie cardiovascolari e altre malattie importanti di solito si prolungano per un tempo maggiore rispetto al normale  e hanno meno successo.
Inoltre sentimenti di disperazione e di isolamento, che spesso inducono a pensieri di suicidio, sono molto frequenti fra gli anziani, soprattutto quelli con disabilità o quelli chiusi nelle case di cura.

Un rischio per la vita quotidiana
La depressione può danneggiare la salute di un anziano anche in altri modi. Essa può portare ad abitudini alimentari sbagliate che provocano l'obesità o, al contrario, una significativa perdita di appetito e diminuiti livelli di energia, a volte causando una condizione nota come anoressia geriatrica.
Gli anziani con depressione hanno anche  un tasso più elevato di insonnia e perdita di memoria. Inoltre, rispetto agli anziani non depressi, essi hanno dei tempi di reazione più lunghi, ciò aumenta  i rischi associati a tutti i compiti che richiedono attenzione ad es. la guida.

Cosa si può fare
Mentre l'invecchiamento è una fase inevitabile della vita, la depressione non deve necessariamente essere parte di essa. I ricercatori concordano sul fatto che il riconoscimento precoce, la diagnosi e il suo trattamento possono contrastare e prevenire le conseguenze emotive e fisiche della depressione.
Ci sono alcuni aspetti da considerare per affrontare la depressione nella terza età di un proprio caro:
   Essere consapevoli delle limitazioni fisiche. Incoraggiare un anziano a consultare un medico prima di apportare cambiamenti alla dieta o di intraprendere una qualsiasi nuova attività che possa essere stressante per il fisico.
  Rispettare le preferenze individuali. Poichè le persone anziane tendono ad essere meno tolleranti ai cambiamenti dello stile di vita, possono essere riluttanti ad adottare nuove abitudini o fare cose che gli altri trovano molto divertenti. Uno psicologo può aiutare ad elaborare una strategia personalizzata per combattere la depressione.
     Avere tatto. Una persona anziana con una fragile autostima può interpretare un incoraggiamento fatto in buona fede come una ulteriore prova della sua condizione di invecchiamento. Altri possono risentire di ogni tentativo di intervento. Uno psicologo può aiutare familiari e amici a trovare degli approcci positivi per affrontare queste ed altre questioni sensibili relative all’anziano.

  Dott.ssa Rita Manzo
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale
Santa Maria Capua Vetere (CE), Calvi Risorta (CE), Napoli (NA)
3333072104

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1 commento:

  1. salve, ho letto con molto interesse il post,
    mio padre ha 75 anni è vedovo da quasi 2 anni.essendo sempre stata una persona molto chiusa nei sentimenti ora lo vedo molto un po depresso, esce poco si è ingrassato molto. non so come aiutarlo visto che non si apre molto con nessuno.non vorrei insistere troppo nel chiedergli come si sente psicologicamente ma come figlio vorrei dargli una mano senza invadere troppo i suoi sentimenti del lutto. vorrei sapere come aiutarlo. Grazie

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